ROMA - Un flacone di Valium insieme a un biglietto di auguri di Buon Natale. E' questo il regalo che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato ieri al direttore del Giornale, Vittorio Feltri, che continua ad attaccarlo sulle pagine del quotidiano. Significativo il messaggio: "Egregio direttore, per festività 'serene' senza ossessioni e allucinazioni. Firmato: Gianfranco Fini". Gli auguri sono stati inviati dopo che sul quotidiano era comparso un editoriale nel quale Feltri sosteneva che con l'aggressione di Milano a Berlusconi era crollato il piano del ribaltone di Fini. Da ciò l'invio del flacone di tranquillante con annesso biglietto di auguri.
Intanto oggi sul Giornale una nuova puntata del "caso Fini" con un intervento in prima pagina di Ignazio La Russa che smentisce il ribaltone e definisce "fuoco amico" il continuo attacco nei suoi confronti. "Il Giornale con il suo direttore rivolge la sua penna appuntita come un'arma contro il presidente della Camera. Si tratta del classico 'fuoco amico' che fa molto più male di quello proveniente dal fronte opposto che è almeno atteso e prevedibile" scrive La Russa. Poiché "nemmeno in una ipotesi di fantapolitica potrei essere disponibile a boicottare il Pdl o il governo - sottolinea il coordinatore del Pdl - posso tranquillamente affermare che l'articolo di fondo di ieri è privo di fondamento". Se Fini volesse farsi un gruppo, spiega il ministro della Difesa, non avrebbe difficoltà a trovare i deputati disponibili, ma non è questo il problema. Il problema, sottolinea La Russa, è "di natura squisitamente politica ma non è questa la sede per discuterne".
Secca la replica di Feltri: "Ok, non discutiamone ora. Ma quando lo faremo? Intanto mi arrangio da solo". E lo fa rispondendo su un'altra pagina a una lettera aperta del deputato del Pdl, Amedeo Laboccetta, pubblicata sempre sul Giornale in cui il parlamentare sostiene che non sarebbe in vista nessun divorzio tra Fini e Berlusconi. "Avere un Fini che rema contro - scrive oggi il direttore - non è più una risorsa per il Pdl, ma un problema. Da risolvere in fretta".
Premettendo che "fino a un certo punto non è stato difficile stare dalla sua parte", Feltri sostiene che oggi "nella testa di Fini è successo qualcosa che ha trasformato l'uomo e lo ha reso distante dal partito a cui appartiene". Certo, continua, "molte sue idee sono da sposare in astratto", ma siccome "si è reso conto che ricoprendo un ruolo istituzionale non conta molto politicamente, allora comincia ad assumere atteggiamenti e posizioni eccentriche rispetto alla coalizione di governo".
Insomma, dice Feltri, "si 'fidanza' con la sinistra, che lo applaude ogni due per tre, e lui ne gode". Fra l'altro "accusa il premier di cesarismo, proprio lui che in An non è mai stato eletto capo ma acclamato; proprio lui che la democrazia interna non l'ha mai praticata". Un problema quindi da "risolvere in fretta" perché, conclude Feltri, "ora viviamo in una situazione di emergenza e il centrodestra ha bisogno di essere unito per agire senza tentennamenti a costo di adottare mezzi e sistemi eccezionali".
Fonte - La Repubblica -
mercoledì 16 dicembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
L'Iraq denuncia l'Iran di aver inviato truppe nel loro territorio.
MILANO - Tensione lungo la frontiera tra Iran e Iraq: le truppe iraniane sono entrate giovedì in territorio iracheno, passando alcune ore nel campo petrolifero di Faqqa, nella provincia a maggioranza sciita di Maysan, che si trova lungo una frontiera contesa tra i due Paesi. Lo riferisce una fonte ufficiale irachena. Secondo le tv locali, i soldati hanno issato una bandiera della Repubblica islamica sul pozzo numero 4. La notizia è stata confermata dal portavoce delle forze americane mentre l'Iran nega. Un portavoce Usa ha precisato che non c'è stato alcuno scontro a fuoco nella zona.
I PRECEDENTI - Simili incidenti si sono già verificati in passato e gli americani sono fiduciosi che la questione sarà risolta attraverso la diplomazia. Il governo iracheno ha annunciato che a breve fornirà la versione ufficiale su quanto è accaduto. Il ministro dell'Interno iracheno, Jawad al-Bolani, ha avvertito che Bagdad «non rinuncerà mai alla sua ricchezza petrolifera, per nessun motivo». I pozzi del campo di Faqqa, a est della città di Amara, hanno riserve pari a un milione e mezzo di barili e a giugno erano stati messi all'asta ma non avevano trovato acquirenti tra le major petrolifere.
I PRECEDENTI - Simili incidenti si sono già verificati in passato e gli americani sono fiduciosi che la questione sarà risolta attraverso la diplomazia. Il governo iracheno ha annunciato che a breve fornirà la versione ufficiale su quanto è accaduto. Il ministro dell'Interno iracheno, Jawad al-Bolani, ha avvertito che Bagdad «non rinuncerà mai alla sua ricchezza petrolifera, per nessun motivo». I pozzi del campo di Faqqa, a est della città di Amara, hanno riserve pari a un milione e mezzo di barili e a giugno erano stati messi all'asta ma non avevano trovato acquirenti tra le major petrolifere.
domenica 15 novembre 2009
8000 evasore scoperti nel 2009 dalla GDF.
MILANO - Trenta miliardi di euro. A tanto ammontano i redditi non dichiarati nel 2009, secondo le cifre ufficializzate dalla Guardia di Finanza nel tradizionale incontro di fine anno. Oltre cinque i miliardi di Iva evasa in un anno. Le Fiamme gialle hanno individuato oltre ottomila tra evasori totali (6.715) e paratotali. A fine novembre 2009, la Finanza aveva scovato 5,4 miliardi di evasione internazionale, con un aumento sul 2008 del 6,4%. La gran parte, equivalente al 31% del totale, in Svizzera; il 16% in Lussemburgo; il 6% a San Marino. I filoni investigativi attualmente in corso sono 1.400. Il contrasto all'evasione internazionale «ha uno spazio prioritario nel piano del 2010», ha detto il comandante delle Fiamme gialle, Cosimo D'Arrigo.
I BENI DELLA MAFIA - Nelle operazioni contro i patrimoni della mafia, sono stati indagati in un anno 5.279 soggetti (tra persone fisiche e società) e sono stati sequestrati beni per circa 2 miliardi di euro. Un dato record, visto che rispetto al 2008 le confische sono raddoppiate.
CONVENZIONE CON LA SIAE - L'Agenzia delle Entrate e la Siae hanno poi rinnovato la convenzione antievasione per l'accertamento e il contrasto alle violazioni tributarie nel settore dello spettacolo e dell'intrattenimento. L'accordo, si legge in una nota, prevede la cooperazione per le verifiche in materia di Iva e imposta sugli intrattenimenti, oltre che sul versante dei controlli relativi al credito d'imposta riconosciuto agli esercenti di sale cinematografiche. Con il nuovo accordo, la Siae si impegna a svolgere almeno 20mila accessi l'anno, dei quali non meno del 15% volti a verifiche documentali su libri, registri e scritture, e a curare l'attivazione e il funzionamento dei sistemi di biglietteria automatizzata e dei misuratori fiscali. Sulla base della nuova convenzione, la Siae riceverà dall'Agenzia una remunerazione correlata al volume degli incassi lordi accertati nonchè un compenso per i soli verbali di constatazione di violazioni. È prevista inoltre una quota incentivante che sarà corrisposta esclusivamente al superamento degli obiettivi assegnati. Sono invece a carico della Siae gli oneri relativi alla formazione del personale, curata dalle Entrate, per il rilascio delle tessere ispettive erariali, nonchè per l'attivazione di corsi specialistici al fine di favorire la collaborazione e promuovere le attività di controllo congiunto Entrate-Siae.
Fonte - Corriere della Sera -
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